Sonno e pianto: perché preoccupa tanto mamma e papa?
La prima domanda che generalmente le famiglie con cui collaboro mi fanno è “ma nostro figlio piangerà?”. Il sonno e il pianto sono tra le principali preoccupazioni dei genitori e spesso si tende a ricorrere a tutti i metodi possibili per far cessare quel pianto.
Dovete sapere, però, che il pianto è il modo in cui i bambini e soprattutto i neonati, comunicano i loro bisogni e una loro situazione di disagio.
Perché un bimbo piange prima o durante il sonno
I motivi del pianto prima o durante le situazioni sonno, potrebbero essere molteplici (fame, pannolino sporco, freddo, caldo, eccessiva stanchezza) e per provare a comprendere quello che nostro figlio vuole
dirci, dobbiamo dare tempo a noi stessi di poter ascoltare quel pianto.
Oggi si tende a fuggire dal pianto, si cerca di “soffocarlo”, perché siamo bombardati di notizie secondo cui un bambino non si dovrebbe mai lasciar piangere. Ma mi chiedo…come sarebbe possibile fare una cosa del genere? Come potrebbero due genitori evitare le lacrime del proprio bambino senza sfiorare un esaurimento nervoso?
Sappiamo tutti quanto i bambini possano diventare richiedenti, specialmente quando iniziano ad entrare nella fase toddlers, dove sanno perfettamente come e cosa fare per ottenere quello che vogliono da mamma e papà…ma allora come fare a gestire queste lacrime che tanto ci spaventano?
Come gestire la situazione del pianto
La prima cosa che vi consiglio è di accogliere il pianto del vostro bambino, di non perdere la calma e di cercare di capire cosa sta causando quelle urla.
Spesso si pensa che il pianto durante il sonno venga scaturito da un’assenza di contatto o dal fatto che il bambino sia stato poggiato nel proprio lettino, ma il più delle volte si tratta di eccessiva stanchezza e di
finestre di veglia poco adeguate.
A questo proposito vi chiedo: quante volte vi è capitato di passare ore con il vostro bambino in braccio che piangeva disperato nonostante i vostri sforzi di cullarlo e coccolarlo?
Vi svelo un segreto….il contatto non vi salverà dal pianto del vostro piccolo!
Quello che evita dei lunghi pianti nella fase di addormentamento e diminuisce, fino a far scomparire, i risvegli notturni è una buona igiene del sonno.
Quindi come calmare il pianto di un neonato o di un bambino?
- Provate ad instaurare una routine e siate costanti nel mantenerla;
- Provate, nel caso dei neonati, a proporre il sonno prima che quel pianto inconsolabile si trasformi in urla senza una fine;
- Provate a proporre le poppate non appena il bambino si sveglia. In questo modo sarà ben riposato e questo gli/le consentirà di rimanere sveglio durante le poppate, dii renderle più efficienti e di non
addormentarsi durante il momento del pasto; - Assicuratevi che il vostro bambino abbia il pannolino pulito e che la temperatura della stanza sia tra i 18 e i 24 gradi;
- Cercate di non stimolare troppo i vostri bambini quando si avvicina il momento della nanna;
- Rispettate le finestre di veglia in base all’età e allo sviluppo del vostro bambino;
- Controllate che l’ambiente sonno sia buio e silenzioso
Questi sono alcuni piccoli accorgimenti che voglio lasciarvi per aiutarvi a gestire il pianto del vostro bambino nella fase di addormentamento. è chiaro che questo non sostituirà un percorso del sonno, ma sicuramente vi darà una maggiore comprensione e tranquillità nel confronti del pianto. Spero che questo articolo vi sia stato utile e se siete arrivati in un momento in cui la stanchezza è diventata insostenibile per voi, non esitate a contattarmi.
Ricordatevi sempre che, anche con un figlio, si può tornare a dormire tutta la notte, senza dover passare la maggior parte del tempo a calmare quel pianto inconsolabile che tanto vi preoccupa.
Un addormentamento sereno è possibile, tornare a dormire è possibile.
Credeteci, credetemi.
Vi abbraccio!
Michela
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